Si diploma al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Artista visionario, raffinato acquarellista e abile bricoleur, impegnato da anni nella creazione del suo codex maisti, vera e propria opera mondo dove ricrea un ordine mescolando cultura alta e bassa, cose e oggetti, storia dell’arte e bricolage, in una nuova configurazione di curiosità, in una nuova storia naturale. Fin dall’infanzia ha sempre pensato al mondo degli oggetti come a una sorta di “quarto regno” legato al regno animale, vegetale e minerale. Le sue passioni per l’etologia, l’entomologia, la botanica e l’ammirazione per il mondo di Bosch, segnano la sua immaginazione. Assorbito e digerito queste passioni, inizia a creare il suo “quarto regno”, che grazie al potere evocativo dell’analogia, mostra la sua visione del mondo. Per Maisto recuperare oggetti o ricordi significa riorganizzare il mondo attraverso la Diakosmesis, come restituire il senso e la bellezza al mondo. La vera fonte del mistero sono le cose, e il suo significato nascosto. Fiori, profili di un albero, piccole creature, il riflesso di un vetro, la presenza di un corpo, cerca di tradurlo sulla tela. Tra le ultime mostre si segnalano: nel 2018 “Little Things”, Blu Gallery, Bologna, nel 2017, “Diakosmesis” a cura di Valerio Dehò a Palazzo Mezzacapo, Maiori, Salerno; “Naturalia” a cura di Cellar Contemporary a Palazzo Conti Martini Mezzocorona e Studio D’Arte Raffaelli, Trento. Si segnalano inoltre tra le collettive “La Biennale di Rimini Design” al Museo della Città, Marche Art Center al Palariviera di San Benedetto del Tronto, “Step09” presso la Fabbrica del Vapore di Milano, “Arte fiera”Bologna. Ha esposto in importanti mostre collettive anche all’estero.

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