La parola chiave nell’opera di Christos Giannopoulos è la memoria. Questo concetto permea tutte le sue serie di opere, poiché esiste un modo comune di vedere e trattare temi diversi. Per esempio, il modo in cui è realizzata l’immagine di un paesaggio, non ci mostra il paesaggio stesso attraverso lo sguardo dell’artista, tanto quanto un suo possibile ricordo o addirittura un ricordo di un luogo indefinito. Ciò è ottenuto con mezzi visivi come l’uso del colore e della pennellata, la gamma di colori limitata e i contorni sfocati, che, non solo non ci impediscono di vedere meglio ma forse ci aiutano addirittura a ricordare meglio.

Ha studiato alla Scuola di Belle Arti di Atene (dove si è laureato), all’Accademia di Belle Arti di Bologna e alla Scuola di Belle Arti di Porto.
Nel 2021 è stato segnalato dalla giuria del Premio Combat e nel 2017 è stato nominato per il Premio Frissiras. Nel 2019 ha curato la mostra “Dialogo secondo: Torre di Markellos” a Aegina (e nel 2016, la mostra “Dialogo primo: Palia Vlahata” a Cefalonia) con artisti provenienti dalla Grecia e dall’Italia. Nel 2014 ha partecipato a un workshop di residenza per artisti e curatori per pratiche artistiche site specific al Monte Argentario in Italia, mentre nel 2009 ha presentato il suo lavoro a Deree College nell’ambito del progetto “Atlantis”, con il tema “democrazia in corso: pratiche d’arte contemporanea”, in collaborazione con artbox.gr.
Ha partecipato a numerose mostre collettive in Grecia, Italia e altri paesi, in vari luoghi come: FokiaNou Art Space (Atene), Galleria Alibi (Atene), Galleria Zina Athanassiadou (Salonicco), Museo Frissiras (Atene), Centro Civico Cornigliano, Villa Spinosa (Genova), Forte Stella (Monte Argentario), Galleria CAN Christina Androulidaki (Atene), Casa Batlló (Barcellona), Chie art gallery (Milano), K-art gallery (Atene), Spazio espositivo “Nikos Kessanlis” (Atene), Bios (Atene), Museo Benaki (Atene), Museo Bizantino (Atene).

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