Casa Turese Arte Contemporanea presenta la mostra personale “Piccole tregende tra amici” di Carlo Alberto Rastelli a cura di Arianna Baldoni. In mostra dipinti ad olio e acrilico su tela ed opere su carta che affrontano in maniera inedita i due temi, tipici della poetica dell’artista, legati alla ritrattistica e al paesaggio. Ritratti di personaggi ambigui soggetti a metamorfosi, dall’aspetto corroso da colori innaturali che si dilatano sui volti, quasi a indicare uno stato di malattia, sono immersi in paesaggi dalle campiture piatte e dai toni pastello. I luoghi, per lo più contesti boschivi, alludono a universi incantati e stregati dove, secondo leggende e tradizioni popolari tramandate nella regione del Sannio, si svolgevano riti pagani e propiziatori che sancivano l’unione segreta con la natura. L’artista rievoca credenze antiche che trasferisce nel proprio linguaggio creando nuove composizioni e ambientazioni suggestive.
La rappresentazione scenografica di una natura stilizzata e inanimata costituisce il fondale che ospita senza partecipare della vita dei protagonisti, che a sua volta, rimangono dissociati gli uni dagli altri senza relazionarsi tra loro. La narrazione è sospesa, i personaggi compiono azioni solitarie, i volti, sebbene alterati, restano in posa e i corpi sono talmente statici da sembrare un fermo immagine, per l’accuratezza e la raffinatezza tecnica con cui sono stati eseguiti. Sagome caricaturali e figure catatoniche, che indossano “disegni” dai motivi geometrici e decorativi, nascono dalla sfera personale e confidenziale dell’artista, come denota il titolo della mostra. Si avverte un senso di inquietudine e smarrimento anche nei dipinti di elementi naturali e di paesaggi desolati – alcuni sono realizzati su tavola -, nei quali la natura diventa uno scenario post atomico e al contempo un mondo onirico e fiabesco. Singolare il notturno – il solo in mostra –, che esibisce un ambiente spoglio caratterizzato da un’atmosfera cupa memore dell’evento che si è concluso o che si accinge ad accadere. Un lavoro che mette in scena una realtà incline alla distorsione, sia essa frutto di intime riflessioni o puro derivato dell’immaginazione.

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