Ezra Pound sosteneva che esistesse un’arte capace di giungere alle soglie della rivelazione esistenziale – una scintilla di purezza. Sottratto alla contingenza dell’attimo presente e insieme sempre identico a sé, il tempo stante/istante, ovvero il passaggio dai sensi all’emozione e all’intelletto, costituisce il periodo della poesia. The Walls of Standing Time: assimilazione bergsoniana – si pensi anche a Einstein, a Planck, a Lukàcs e prima ancora al panta rhei di Eraclito – del tempo alla vita e dello spazio alla morte. L’istante di tale assimilazione è, con le parole dello stesso Pound, “il complesso intellettuale ed emotivo presentato in un istante”.
In occasione del quinto anniversario di Casa Turese – era infatti l’11 maggio 2013 quando Tommaso De Maria decise di inaugurare lo spazio espositivo al centro di Vitulano (BN), situato nella dimora ottocentesca della servitù di Palazzo Riola nel Casale Fuschi di Sopra – la mostra The Walls of Standing Time celebra il primo traguardo raggiunto in questi anni intensi e colmi di soddisfazioni, sacrifici, riflessioni. I sette artisti esposti – Michele Attianese, Nicola Caredda, Maurizio Carriero, Annalisa Fulvi, Emanuele Giuffrida, Angelo Maisto, Carlo Alberto Rastelli – simboleggiano un percorso ricco e multiforme intrapreso grazie ai legami stretti lungo un’asse temporale mai spezzata, elogio di nobilitazione e affermazione. Luogo versatile e vivace – una vera “officina di idee” sostenuta e supervisionata da intellettuali di intensa portata – a Casa Turese memoria familiare e collettiva si intrecciano in nome dell’arte contemporanea. Tommaso De Maria ha conservato il vissuto dei suoi avi (non è casuale il termine “Casa”) e con passione e risolutezza straordinarie porta avanti una nuova linea di pensiero, ovvero una concezione dell’arte come dottrina di mutamento, come tempo soggettivo – reale, concreto, vivente – in contrappunto dialettico con l’assolutezza del medium storico, oggettivo.
La filosofia di Casa Turese, in una tradizione che fonde duttilità e diversità di linguaggi, stili, tecniche e personalità, è capace di arricchire con innovazioni e proposte non convenzionali pur senza perdere la propria referenzialità abituale; segue in pellegrinaggio il tempo della metamorfosi e allo stesso modo evoca a balzi audaci la storia. E gli artisti che abbracciano tale filosofia indagano con carisma il reale nelle sue ragioni profonde, illustri rappresentanti di una visione del mondo esposta in sintesi immaginifica – indagine interpretativa e globale del simbolo e delle contraddizioni del vivere. La magia è che questa operazione raccoglie anche un’ardente testimonianza di come l’arte abbia molti volti e variamente si articoli nel tempo, ma sia sempre e di nuovo sé stessa, in una continuità insieme drammatica e melodiosa. Un sentimento per cui non si può fare a meno di essere grati.

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